martedì, 05 febbraio 2008

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un vero e proprio boom che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere e fare spese: il centro commerciale.

Centro Commerciale si presenta come un insieme di edifici nel quale si concentrano numerose attività commerciali quali insegne GDO, negozi specializzati, cinema e ristoranti, tutto al fine di offrire al consumatore un'ampia gamma di beni e servizi "senza lunghi spostamenti".

E proprio nell'espressione "senza lunghi spostamenti" sta forse il successo di quest'entità che sembra aver risposto all'esigenza di porre rimedio ad una vita frenetica, ad una società che vive ad un ritmo più veloce rispetto a quello del tempo che scorre.

Sembra quindi l'uovo di Colombo: la soluzione ad ogni problema: tutte le attività concentrate in un unico luogo.

E l'uovo di Colombo funziona, dato che si sta assistendo ad una proliferazione di tale entità, soprattutto nelle periferie delle grandi città, in particolare nelle vicinanze di reti autostradali in cui è elevata l'accessibilità automobilistica e di trasporto.

I Centri Commercianti hanno un risvolto economico non indifferente, sia da un punto di vista positivo che negativo.

Da un punto di vista positivo  creano occupazione, portano alla nascita di  zone residenziali naturalmente limitrofe ad essi, ma tuttavia, c'è da chiedersi se non provocano qualche danno e di che natura.

Si pensi ad esempio ai piccoli negozianti ubicati nei paesi e nei quartieri limitrofi, all'improvviso si vedono diventre  piccoli pesci divorati dalla grandezza e dalla forza della balena; eh si, non v'è dubbio che in relazione al prezzo, questi centri commerciali sono ben piu' competitivi, facendo della loro entità la loro forza. E allora, chiediamoci cosa rimane da fare ai piccoli per sopravvivere e per non essere risucchiati? Forse puntare sulla qualità o fare fronte comune? E questo è un bel dilemma.

Ma da un punto di vista sociale? A prima vista sembrerebbero fonte di aggregazione sociale ma c'è chi li fa rientrare nei cosiddetti NON LUOGHI, espressione  questa utilizzata da Marc Augè.

Facendo riferimento ad essa, è evidente che "i centri commerciali sono spazi in cui milioni di individualità si incrociano senza entrare in relazione, sono incentrati solamente sul presente e sono altamente rappresentativi della nostra epoca, che è caratterizzata dalla precarietà assoluta (non solo nel campo lavorativo), dalla provvisorietà, dal transito e dal passaggio e da un individualismo solitario. Le persone transitano nei nonluoghi ma nessuno vi abita. In essi si è tutti e nessuno allo stesso tempo. (Rif :http://it.wikipedia.org/wiki/Nonluoghi)"

Staremmo a vedere l'evolversi di tale fenomeno economico - sociale.

postato da: roberta1980 alle ore 05/02/2008 23:02 | Permalink | commenti (1)
categoria:consumi, società
domenica, 27 gennaio 2008

monicabelluccigabrielemuccino2

 

 

   Lo spot di INTIMISSIMI http://youtube.com/watch?v=eAg8xIQ8c7o con protagonista MONICA BELLUCCI, è uno spot innovativo, che punta sulla vanità,  non piu' lusso, ma un  "SOGNO CHE SI PUò REALIZZARE", trasmettendo che tutte le donne possono essere "La MONICA BELLUCCI" in ogni momento, in ogni occasione, anche nella quotidianità di tutti i giorni.

Questo spot, come molti altri, non fa leva solo sul prodotto o sul brand o sul prezzo che sono le classiche leve del marketing ma si eleva a  un livello superiore rispetto alla tradizione pubblicitaria: lo spot diventa un vero e proprio film, di livello quasi cinematografico, c'è una storia molto piu' articolata, che colpisce e cattura l'attenzione, un testimonial d'eccezione, gli effetti speciali, persino la voce fuori campo che narra può creare suggestioni ed emozioni.

Quindi vip come testimonial di prodotti che solo "apparentemente sono di lusso",  sembrano capricci che diventano "necessari" per la vita di tutti i giorni.

Chiaramente è alta l'attenzione al cliente,combinando però la sua quotidianità e la sua vanità.

postato da: roberta1980 alle ore 27/01/2008 22:32 | Permalink | commenti
categoria:spot e marketing